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un professore di diritto costituzionale che scrive un blog che non dovrebbe occuparsi di diritto costituzionale

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lunedì, 07 dicembre 2009

I pensieri politicamente scorretti di una bambina impertinente (Babbo, da dove escono i bambini?)

BimbaImpertinenteBimba impertinente pone i primi problemi di educazione sessuale.
Anzi, il primo problema di educazione sessuale: Da dove nascono i bambini.
Qualcuno le ha detto che per far nascere i bambini bisogna aprire la pancia delle mamme.
Vivace preoccupazione di B.I.
Il padre cerca di spiegarle che i bambini normalmente escono dalla passerina.
La preoccupazione non diminuisce affatto.
Il padre, che ha come pensiero guida in materia di parto: Se avessi dovuto partorire io, col fischio che praticavo senza protezioni, cerca una via di uscita romantica:
--> Quando troverai il tuo principe, sarai molto contenta di avere un bambino ... Vedrai ...
B.I., che ha un certo spirito pratico:
--> Temo che per queste cose ci voglia un babbo, non un principe ...
Il padre, come di consueto, bacia B.I., senza capire se ha fatto la figura del cretino o se ha ricevuto uno dei complimenti più belli che gli siano mai stati fatti.
postato da: ProfStanco alle ore 09:17 | link | commenti (3)
categorie: bambini, mood, figli, profstanco
sabato, 05 dicembre 2009

Ragazzi, che Preside !!!

lavagnaIl Preside è un uomo del fare.
Non del cosa fare o del perché fare.
Ma del fare.
Del fare inteso come verbo incoativo.
Come stile di vita.
Abbattere una scala.
Sponsorizzare la web radio di facoltà, che ospita dibattiti interessantissimi, sul tipo i community college del North Carolina an environmental approach.
Organizzare la mostra su come eravamo quaranta anni fa, quando c'era solo lui.
E così via.
Adesso è il momento degli armadietti.
Vuole mettere degli armadietti a disposizione degli studenti.
E vuole un regolamento che ne disciplini l'uso.
Tutto ha bisogno di regolamenti ed ogni regolamento dà vita ad almeno una Commissione.
Per un non giurista, le norme sono essenziali.
In sé.
Non perché servono ma perché sono sempre uno strumento di comunicazione, un media ed un modo per creare istituzioni nelle istituzioni, gangli di potere e sottopotere.
Naturalmente, ha bisogno di qualcuno che lo produca e di molte riunioni per discuterlo, affinarlo, metterlo a punto.
Di seguito, un articolo del regolamento, come proposto dallo stanco redattore:
_____
3.3    Dentro gli armadietti, possono essere custoditi unicamente libri, documenti e oggetti utili per lo studio, con esclusione di generi alimentari, igienici, sanitari e ortopedici comunque denominati ed indipendentemente dalle modalità di confezionamento. Potranno essere valutate deroghe alla presente pattuizione previa istanza alla Commissione ortopedica di Facoltà.
3.4    Gli armadietti non possono essere in alcun modo danneggiati, In particolare, è fatto espresso divieto di arredare gli armadietti con fotografie ed immagini di qualsiasi genere, anche se di argomento didattico, fatta eccezione per le immagini di culto previa loro approvazione da parte della Commissione per i culti ammessi nella Facoltà.
____
La proposta ha sortito l'effetto sperato: il redattore è stato prontamente sostituito dalla fedelissima collega di diritto civile.
L'umorismo non è mai gradito nei regimi a speranza autoritaria.
venerdì, 04 dicembre 2009

Femme en pleurs

T05010_9Piange lacrime di campagna.
Lacrime di cellulare.
Sul predellino di un treno.
Incurante ingoia la sua rabbia e urla.
Non le interessa essere ascoltata o riconosciuta.
Le basta il piangere ad una voce.
Di cui si intuisce la distrazione.
Smazza un elenco di ingiustizie come un croupier senza eleganze.
Povera piccina.
Non è possibile non ascoltare.
E' assistente volontaria in un laboratorio.
Non resiste ai colleghi.
Non resiste perché loro canticchiano mentre lavorano.
Perché è la più giovane e pretendono che faccia le cose subito e bene senza spiegarle cosa deve fare.
Ha inviato un pro memoria all'assistente più anziano con le cose da fare e questo le ha risposto che prima di ricordare le cose a lui, deve imparare a farle lei.
E' rimasta fino a tardi e quando è uscita ha trovato gli altri che chiacchieravano allegri fuori dalla porta.
Lavora dodici ore tutti i giorni e nessuno la paga.
Povera piccola.
Non capisce.
E' una questione di phisique du role.
L'università è molto una questione di phisique du role.
Loro glielo stanno semplicemente facendo capire.
Crudelmente.
Come è sempre crudele la lotta fra chi non ha nulla e vorrebbe tutto.
Non capisce ma pone una domanda: Se è così e così è per davvero, ha senso educare un figlio all'accoglienza?
giovedì, 03 dicembre 2009

Vota il malanno (Breve post di pessimo gusto)

Lonardo_lawson
Sandra Lonardo e' malata.
Gravemente.
Il commento più banale e' Finche' rubano stanno sempre bene.
Senz'altro ingiusto.
La signora Lonardo, gia' presidente del consiglio regionale campano, moglie di Mastella e first lady di Ceppaloni, aspetta ancora un processo.
Possibilmente breve.
Nulla pero' impedisce di immaginare la malattia: mal di denti da torrone o emorroidi da procura?
postato da: ProfStanco alle ore 06:55 | link | commenti (5)
categorie: aiuto, processo, mastella, elemosina
mercoledì, 02 dicembre 2009

Scommettiamo che tra qualche giorno non se ne parla più (Casta Gifuni)?

Gaetano_GifuniGifuni è un gran commis d'etat.
Un vero gran commis d'etat.
A lungo segretario generale del Senato, ministro per i rapporti con il Parlamento in un governo Fanfani, ha terminato la sua carriera come segretario della Presidenza della Repubblica.
Una carriera apparentemente senza ombre, iniziata per concorso e terminata con l'unanime riconoscimento di massimo esperto delle prassi costituzionali.
La Presidenza della Repubblica vive di prassi costituzionali e attraverso le prassi costruisce il suo ruolo e, nelle prassi costituzionali, ad esempio in materia di formazione del governo o di gestione dei disegni di legge di iniziativa governativa, il segretario generale della Presidenza della Repubblica ha un ruolo delicatissimo e spesso decisivo.
Gifuni nella elaborazione di queste prassi è stato un ingegnere dalle qualità eccezionali.
Forse, un genio.
Un genio che è stato beccato con le mani nella marmellata.
Una marmellata che è eversiva delle prassi costituzionali finora in vigore e che Napolitano ha apertamente infranto.
La questione è facile, facile.
La Presidenza della Repubblica ha autonomia contabile.
Il che significa che i controlli con cui lo Stato deve assicurare, attraverso un terzo imparziale, che i denari provenienti dalla generalità dei contribuenti e destinati al soddisfacimento di interessi pubblici siano effettivametne impiegati a questo scopo, nel caso della Presidenza della Repubblica, come degli altri organi costituzionali, sono interni alla Presidenza della Repubblica stessa.
Questo principio è stato affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza 129 del 1981, proprio in un caso in cui la Corte dei Conti aveva avuto l'ardire di pretendere di sottoporre alla propria giurisdizione il controllo sulla dotazione della Presidenza della Repubblica e delle Camere.
Tradotto in pratica il principio della autonomia contabile della Presidenza della Repubblica funzionava con i denari della dotazione nella cassaforte del cassiere e gli alti funzionari della Presidenza che prelevavano liberamente sottoscrivendo delle ricevute che definire ironiche è un complimento.
Uno di questi signori era il nipote del Segretario Generale, il quale si era anche fatto una villetta abusiva nella tenuta di Castelporziano, senza i necessari permessi, ma in virtù di un provvedimento del Segretario Generale.
Brutta storia.
Brusca inversione delle prassi costituzionali da parte del Presidente Napolitano, il quale ha - giustamente - considerato che in questo caso il principio della autonomia costituzionale della Presidenza suonava come I panni sporchi si lavano in famiglia ed ha trasmesso il fascicolo sugli ammanchi e le altre irregolarità alla Procura della Repubblica.
Una scelta che suona come rinuncia alle prerogative stabilite da Corte 129 del 1981 e come volontaria sottoposizione alla supremazia della legge da parte della suprema carica dello Stato.
Una scelta che probabilmente Gifuni non avrebbe condiviso e che forse pensava che nessun Capo dello Stato avrebbe avuto il coraggio di compiere: nessun potere rinuncia mai volontariamente alle proprie guarentigie.
Tuttavia è una scelta che può far pensare in chiave di moral suasion.
Può far pensare talmente tanto che si può scommettere che nessuno fra qualche giorno ne parlerà più.
Esattamente come nessuno, nelle cronache che si dilungano sui nepotismo di Gifuni, ha commentato il valore costituzionale della denuncia di Napolitano.
martedì, 01 dicembre 2009

Muftì Castelli

Immagine 3Gli ingegneri sono persone pratiche.
Castelli è una persona pratica.
Di conseguenza, se la sua cravatta con nodo a rotonda stradale tuona, ci sono delle ragioni eminentemente pratiche.
Che riguardano il compagno Fini, secondo la definizione killer di Feltri, e la lotta per l'egemonia culturale all'interno del PdL.
La questione del referendum svizzero sui minareti, però, è molto più interessante.
Non ha nulla a che vedere con la libertà di culto.
Di per sé, è semplicemente una discussione sul diritto di una fede ad essere pervasivamente rumorosa.
Le campane sono pervasivamente rumorose e i Quaderni di diritto e politica ecclesiastica editi dal Mulino sono pieni di giurisprudenza che affronta sacerdoti accusati di molestie alla quiete pubblica per un uso disinvolto degli apparati sonori.
Come la Rivista giuridica dell'edilizia ha più volte rappresentato la delicata questione dell'interesse a ricorrere contro la licenza edilizia per la costruzione di un campanile.
I minareti, altrettanto.
Forse di più: il canto del Muezzin illumina l'alba nello stretto dei Dardanelli, ma può essere considerato fuor di luogo - come un cammello - in una valle Svizzera.
Tutto qui: il suono della religione si giustifica con le radici culturali di un popolo ed un popolo non ha, probabilmente, il diritto di esportare queste radici, che fanno parte di un ecosistema e in un altro ecosistema possono funzionare come organismi geneticamente modificati.
Ma questo non ha nulla a che vedere con la libertà di culto.
Non ha nulla a che vedere con la reazione becera del Muftì Castelli che pretende di inserire la croce nella bandiera italiana, perché una società può essere multietnica ma non multiculturale.
In realtà, una società multietnica è necessariamente multiculturale e questa è una straordinaria fortuna, anche se impone di ripensare temi apparentemente religiosi ma retoricamente politici come l'ora di religione o il crocifisso, le campane ed i minareti.
postato da: ProfStanco alle ore 09:25 | link | commenti (9)
categorie: politica, dio , costituzione
lunedì, 30 novembre 2009

Videopoli (Cui prodest?)

Immagine 2Il computer di Brenda nasconde migliaia di file video.
Marrazzo si scusa con il Papa.
La Mussolini viene ripresa nella sede di Forza Nuova mentre si annoda con Fiore.
Sircana è scomparso da tempo.
I video della politica erotica sono sempre più presenti nella politica raccontata.
Il loro significato, però, è uno solo.
Allontanano dalla politica.
Un articolo sulla Mussolini che non sa se incazzarsi o mettersi a ridere è più divertente delle previsioni sul Pil o del dibattito per la normazione dei mercati finanziari in ambito comunitario.
Molto più divertente.
E, allora, il Cui prodest è spontaneo: chi si avvantaggia di videopoli?
Chi è uscito dall'affaire Marrazzo oscurando l'affaire Patrizia?
Chi accompagna il titolo sulle indagini per mafia a carico del Primo Ministro con lo scoop sulla Mussolini?
E', davvero, una dimostrazione poderosa del potenziale del conflitto di interessi: possedere un giornale, possedere Il Giornale, è uno strumento di lotta politica formidabile.
Non tanto per quel che si dice o si scrive.
Quanto per quel che si fa dire e scrivere orientando il dibattito politico sul basso ventre ed allontanandolo dai veri problemi del paese.
postato da: ProfStanco alle ore 08:55 | link | commenti (4)
categorie: berlusconi, camerati, prostata
venerdì, 27 novembre 2009

Tesi (Compassione)

laureaTesi di economia politica.
Una cosa tipo Big Crunch e diseguaglianze.
Praticamente un elegiaco elogio del mercato dal punto di vista di Fitoussy.
Anziana studentessa.
Più o meno dell'età del sottoscritto.
Si impappina.
Si rimpappina.
Riparte zoppicando.
Affonda su teoremi ed integrali.
Fa pena a vederla.
Si ritira.
Lei e tutti i familiari.
Lei e i bambini che hanno smosso le sedie per tutta la discussione.
Fermi come amabili resti.
La Commissione inizia a discutere del voto.
Il relatore propone tre punti.
Ma dice che se avesse quattro punti avrebbe un avanzamento in carriera.
Fa la commessa.
Potrebbe passare in ufficio.
Il Presidente si oppone:
--> Che figura ci facciamo ...
Ha ragione.
Sant'Iddio.
Tremendamente ragione.
La compassione non fa parte della carriera accademica.
Ma è sempre compassione.
A maggioranza, passano i quattro punti.
Equa ingiustizia.
mercoledì, 25 novembre 2009

Chi li ha sciolti (Io non sa chi sono Io quando sono Lei)?

freno-a-disco-elettro-idraulico-403534
Mattino.
Treno affollato.
Si ferma alla consueta stazione.
Ometto con borsa imponente.
Ometto azzimato con borsa imponente.
Nanetto, per precisione.
Le porte non si aprono.
Nanetto comincia a urlare ai primi della fila:
--> Il freno, tirate il freno ... Devo scendere ... Devo fare lezione
Isterico.
Tremendamente isterico.
Chi scrive si permette di osservare che i suoi studenti non si sarebbero particolarmente preoccupati per il suo ritardo.
Nanetto:
--> I miei, si ... Io insegno ____ a _____
Mumble, mumble.
Chi scrive conosce Nanetto.
Assistente anziano, trombato da oltre trent'anni.
Mai giocare a Io non sa chi sono Io quando sono Lei con chi sa benissimo chi sei quando sei Tu.

martedì, 24 novembre 2009

Ciampi: era meglio quando cantavi il vino

piero-ciampi-piccolaIl presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi fu accolto nella sua città natale da una scritta di dimensioni ragguardevoli: Ciampi, era meglio quando cantavi del vino.
Testo degno di un Cardinali.
Perfettamente disincantato, come è di una città in cui si sta troppo bene per poter immaginare di aver voglia di lavorare.
Ma Ciampi non è più livornese da molti anni.
Di conseguenza, invece di non far nulla, continua a lavorare anche in pensione e rilascia interviste che possono essere considerate interferenze istituzionali.
Ciampi è un pensionato.
Un pensionato particolare perché è stato il presidente della Repubblica.
Ha rilasciato una intervistsa a Repubblica censurando in termini decisamente forti il presidente del Consiglio dei Ministri, fra l'altro, sul tema delle leggi ad personam, che sono sicuramente una questione molto delicata sul piano costituzionale.
E' arrivato al punto di suggerire a Napolitano di avvalersi della prerogativa di non promulgare la legge una volta che sia approvata dalle Camere.
Questa esternazione, come si chiamavano le dichiarazioni di Cossiga, con il tono di chi definisce un discorso con il sapore di un rumore involontario del corpo, pone alcune questioni piuttosto complicate.
La prima è di carattere logico: il disegno di legge sul processo breve non è ancora stato presentato alle Camere, discusso o approvato, sicché si sta parlando di un nulla che potrebbe anche essere molto ragionevole sul piano costituzionale. Il diritto ad un processo che si concluda in tempi ragionevoli non pare poter essere considerato uno scandalo da nessuno.
La seconda è di carattere istituzionale: chi è stato presidente della Repubblica dovrebbe astenersi dal prendere posizione su problemi che affannano lo scrittoio del suo successore. Il presidente della Repubblica rappresenta l'unità costituzionale della nazione e l'unità costituzionale della nazione viene minata se un ex presidente della Repubblica interpreta il tessuto costituzionale in termini radicalmente difformi dall'attuale presidente della Repubblica. Se per un costituzionalista può essere normale avere idee diverse da un altro costituzionalista, può non essere altrettanto normale che due presidenti della Repubblica abbiano una posizione dialettica sul contenuto normativo della Costituzione.
La terza è di carattere costituzionale: gli ex presidenti della Repubblica sono senatori a vita, ovvero partecipano al dialogo politico con un ruolo al di sopra delle parti politiche perché non sono vincolati al mandato elettorale. Le prerogative della insindacabilità, in questo caso, sono prerogative a vita ed una assoluta immunità per qualsiasi pensiero espresso nell'esercizio delle proprie funzioni dovrebbe spingere al massimo self restraint.
Soprattutto, però, le dichiarazioni di Ciampi hanno mosso il presidente del Consiglio, sollecitato dal fido consigliere di sempre, a presentarsi al popolo, con un messaggio televisivo in cui, a rete unificate, dichiarerà il vero significato dell'offensiva giustizialista che è costretto a fronteggiare e invitare i matti alle botte non è mai una politica saggia.
Neppure per un pensionato.


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